La Tessera europea garantisce le cure necessarie a chi viaggia.

By admin02, 15 Novembre 2016

Capita di viaggiare e di avere bisogno di cure oppure di scegliere di andare a curarsi all’ estero. È dunque utile informarsi per partire sereni e “preparati”.
Cure in Europa I cittadini dell’ Unione europea che viaggiano nei Paesi membri per studio, lavoro o turismo, attraverso la Tessera europea di assicurazione malattia hanno accesso alle cure medicalmente necessarie negli Stati Ue e in quelli dello Spazio economico europeo (Norvegia, Islanda e Liechtenstein). Il medico dello Stato estero in cui ci si trova stabilisce le cure necessarie e dispone l’ erogazione secondo la normativa vigente nel Paese. Il cittadino usufruirà di prestazioni sanitarie della stessa quantità, qualità e alle stesse condizioni che il Paese eroga ai propri assistiti. Si pagheranno eventuali ticket (se previsti) e beneficerà delle stesse prestazioni gratuite.
Se, invece, il motivo del viaggio è avere cure di altissima specializzazione che non siano ottenibili in Italia tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico, la persona può avvalersi di regolamenti e direttive europei, recepiti dal nostro Paese.
Il Regolamento 833/2004 prevede che si possano ottenere, nei Paesi Ue, dello Spazio economico europeo e in Svizzera, le cure adeguate al proprio stato di salute, purché siano tra le prestazioni previste dalla legislazione dello Stato membro in cui si risiede (Lea in Italia) e non possano essere praticate tempestivamente sotto il profilo medico, tenuto conto dello stato di salute e dell’ evoluzione della malattia. In questo caso è necessario presentare apposita domanda alla propria Asl (cure programmate all’ estero), attendere l’ autorizzazione e il rilascio del modello S2 (ex E112).
I costi sanitari saranno coperti dal Ssn in forma diretta. Al paziente si applicano le stesse condizioni dei cittadini di quel Paese (per esempio, i ticket). Per le persone con disabilità possono essere autorizzate anche le spese di viaggio e di accompagnamento.
La Direttiva Ue 24 del 9 marzo 2011 sulle cure transfrontaliere e sui diritti dei pazienti ha disposto che un cittadino europeo può recarsi liberamente in uno Stato membro per cure programmate, cioè visite specialistiche, prestazioni diagnostiche, ambulatoriali e ricoveri.
In questo caso il cittadino anticipa i costi dell’ assistenza sanitaria, autorizzata nei casi previsti, e successivamente richiede il rimborso al sistema sanitario di appartenenza. Sono rimborsate solo le prestazioni comprese nei Lea e per un importo pari al costo che il servizio sanitario avrebbe sostenuto per erogare quelle cure nel suo Paese. La parte eccedente resta a carico del cittadino (salvo diverse previsioni di legge).
Gli Stati possono limitare l’ accesso alle cure sul proprio territorio ai pazienti in ingresso e limitare l’applicazione delle norme sul rimborso ai pazienti in uscita per motivi di interesse generale. Possono
anche richiedere l’ autorizzazione preventiva quando la prestazione comporta, per esempio, il ricovero
per almeno una notte, richiede l’ utilizzo di un’ infrastruttura sanitaria o apparecchiature mediche
altamente specializzate e costose, le cure comportano un rischio particolare per il paziente.
Se il cittadino può beneficiare di quanto previsto nel Regolamento, l’ autorizzazione sarà concessa sulla
base di questo, visto che può risultare più vantaggioso dal punto di vista economico per il malato. In
ogni caso il paziente può richiedere espressamente di avvalersi della Direttiva.

Cure nei Paesi extraUe

Per chi soggiorna temporaneamente in Stati non membri dell’ Unione europea è bene informarsi attraverso il sito del ministero della Salute sull’ esistenza di convenzioni bilaterali di sicurezza sociale siglate tra l’ Italia e il Paese dove si intende andare.
Nel caso esistano accordi bilaterali, si può usufruire di assistenza qualora l’ intervento richiesto abbia
carattere d’ urgenza e si rientri nei requisiti previsti dall’ accordo (alcuni Paesi garantiscono assistenza
gratuita solo a particolari categorie sociali come lavoratori e studenti).
Qualora il viaggio sia in Paesi non appartenenti alla Ue e non convenzionati con l’ Italia con appositi
accordi bilaterali, è consigliabile provvedere alla stipula di una polizza assicurativa privata, che preveda
la copertura delle cure medicoospedaliere di cui il soggetto potrebbe avere bisogno.
Prima di partire meglio visitare il sito del ministero della salute e usare la guida interattiva «Se parto
per ». Cittadinanzattiva Tribunale
per i diritti del malato © RIPRODUZIONE RISERVATA.
SABRINA NARDI
15 novembre 2016
Pagina 38 Il Sole 24 Ore

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